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Savinio Alberto

(Atene, 1891 – Roma, 1952)

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Andrea De Chirico, vero nome di Alberto Savinio, nasce ad Atene nel 1891 da genitori italiani e trascorre la sua infanzia in Grecia, dove all’età di dodici anni si diploma in pianoforte e composizione. 

Nel 1905, morto il padre, si trasferisce con la famiglia a Monaco di Baviera; la Grecia tuttavia resterà sempre un’importante sorgente di immagini per le sue rappresentazioni pittoriche. Nel 1909 si ferma a Milano, e l'anno successivo a Parigi per esercitare il lavoro di musicista, qui consolida i suoi contatti con gli intellettuali che ruotano intono alla figura di Guillaume Apollinaire. Nel 1914 Savinio pubblica Les chants de la Mi-Mort.

Fratello del più famoso Giorgio De Chirico, anche lui pittore e scrittore, con lui nel 1915 fa ritorno in Italia per il servizio di leva, ma, da Firenze sono mandati a Ferrara. Nella città estense, nel 1916, Savinio incontra gli artisti Carlo Carrà e Filippo De Pisis, diventando negli anni seguenti uno dei principali teorici del movimento metafisico pubblicando importanti saggi sulla rivista Valori Plastici.

Negli stessi anni si confronta anche con Papini e Soffici e collabora con La Voce di De Robertis. Si trasferisce a Roma e nei primi anni Venti collabora alla fondazione della Compagnia del Teatro dell’Arte, diretta da Luigi Pirandello. Nel 1926 l’artista si trasferisce nuovamente a Parigi con la moglie, dove entra in contatto con l’ambiente surrealista.

Nel 1927 il pittore presenta la sua prima mostra personale alla Galleria Bernheim di Parigi, storica vetrina per gli impressionisti francesi, e tale occasione gli permette di vendere diciotto tele. Alla fine del 1929 lavora con il fratello alla decorazione della dimora del mercante e collezionista Rosenberg, negli anni Trenta espone sia all’estero sia in Italia, cominciando a presentare i suoi lavori alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma.

In questi anni, pur condividendo il messaggio simbolico veicolato dall’arte del fratello, adopera una tecnica molto personale. Utilizza un chiaro-scuro più evanescente, accostandosi gradualmente ai surrealisti, soprattutto a Max Ernst. Le tele di Savinio si popolano di oggetti surreali i quali si fanno portavoce di una sempre meno allusiva ironia.

Nel 1933 si trasferisce definitivamente in Italia dove continua a seguire le sue diverse attitudini, pubblicando racconti e recensioni. Nel 1940 presenta delle tele alla Galleria Il Milione di Milano, ma negli anni seguenti si dedica soprattutto alla grafica: nella personale alla romana Galleria dello Zodiaco del 1943 e in quella alla Galleria della Margherita del 1945, sono esposti i suoi disegni.

A partire dal 1952 si occupa anche della regia, dell’allestimento e dei costumi per l’Armida di Rossini al Maggio Musicale Fiorentino, e inoltre partecipa come musicista ai balletti Perseo, La morte di Niobe, Balletto delle stagioni

Nel 1954 gli viene dedicata postuma la prima retrospettiva alla Biennale, presentata dal catalogo di Libero De Libero.

Muore a Roma nel 1952.

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