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PINACOTECA DI FAENZA
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Domenico Baccarini (Faenza, 1882 - 1907)

La Bitta

114.jpg

gesso, 1904

cm. 49,5 x 30 x 28

 

Elisabetta Santolini, chiamata Bitta, è l’amata musa ispiratrice di Domenico Baccarini. Compagna di vita dell’artista dal 1903 agli inizi del 1906 viene ritratta da Baccarini nei più diversi atteggiamenti. Dalla fanciulla innocente, estatica e malinconica di questa scultura, riprodotta in varie repliche, la Bitta verrà ritratta nelle vesti materne, incinta, mentre allatta o fa il bagno alla piccola Maria Teresa fino ad opere di sapore espressionista dove, come ha scritto Francesco Parisi nelle schede della mostra sul simbolismo in Italia tenuta a Padova nel 2011, la “fanciulla di seducente bellezza” è “destinata ad incarnare l’ideale trapasso decadente da fiore di virtù a simbolo di perverso strumento di passione”. Con questa opera, databile agli inizi del 1904 Baccarini ha già superato le prime prove di scultura dove, dopo aver terminato nel 1900 il corso di plastica alla Scuola di Disegno, ha dimostrato notevoli capacità esecutive e si è anche già aperto a nuovi motivi simbolici. E’  in questi anni che Baccarini realizza anche bassorilievi dalla interessante modulazione spaziale a nuove figure simboliche, come nella scultura Sensazioni dell’anima realizzata nel 1903 o nella produzione di oggetti in ceramica dove si apre con bellissimi risultati alle suggestioni liberty e floreali.

N. inv. 1566

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